Cos’è la pizza cresciuta, il dolce tipico pasquale della tradizione di Roma

La Pasqua è una di quelle festività caratterizzate da una grande tradizione dolciaria. Anche a Roma c’è un forte legame con i dolci pasquali ed in particolare con la pizza cresciuta, che è davvero il dolce tipico della Città Eterna. Il termine “pizza” potrebbe trarre in inganno coloro che non sono della Capitale e non hanno mai assaggiato questa prelibatezza: non siamo di fronte a qualcosa di salato, ma bensì molto dolce e soffice.

Ma allora perché il nome “pizza”? Probabilmente la motivazione è da ricercare nel lungo procedimento di lievitazione che richiede questo dolce, con la lavorazione dell’impasto a più riprese. Ma vediamo insieme in cosa consiste questa particolare tradizione e scopriamo tutti i suoi segreti.

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Pizza cresciuta: caratteristiche, storia e dove comprarla a Roma

Diffusa principalmente a Roma ma preparata un po’ in tutto il Lazio, la pizza cresciuta a prima vista non sembra avere chissà quale fascino. Forse è anche per via di un’estetica non proprio eccezionale che al di fuori della Regione risulta poco conosciuta. Tuttavia, basta tentare un assaggio per scoprire che il gusto della pizza cresciuta è davvero straordinario e che la resa visiva di questo dolce pasquale non fa che trarre in inganno. L’esterno della pizza cresciuta va tagliato per scoprire una parte interna di una morbidezza unica: il profumo rilasciato da questo panificato tipico della tradizione romana ricorda le prelibatezze casalinghe preparate dalle nonne e le mamme, sempre con tantissimo amore e pazienza.

La presentazione non è quindi il punto forte della pizza cresciuta, ma di certo non è quella la parte più importante. Questo dolce pasquale si consuma abitualmente per la colazione di Pasqua, come vuole la tradizione capitolina, con ricette che vengono tramandate di generazione in generazione e che riescono a mantenere quel sapore che rende la pizza cresciuta così speciale. Il dolce tipico della Pasqua romana può anche essere accompagnato assieme ad altri cibi molto apprezzati a Roma e nei dintorni: pensiamo ad esempio alle uova sode, che si abbinano benissimo alla pizza cresciuta, ma anche alla Corallina, un salame che appartiene alla tradizione umbra ma che è largamente diffuso anche nella Capitale.

Ma perchè esistono più modi di preparare la pizza cresciuta, tutti estremamente validi? La realtà è che sulla ricetta di questo dolce pasquale non esistono scritti ufficiali, riferimenti o aneddoti. La pizza cresciuta è arrivata ai giorni nostri grazie al passaparola all’interno delle famiglie, ognuna delle quali sceglieva di aggiungere quel tocco in più o quell’ingrediente che avrebbe reso il dolce pasquale ancora più unico. Naturalmente esistono delle peculiarità che vengono considerate nella maggior parte dei casi, come ad esempio l’impiego di spezie e liquori che contribuiscono a fornire alla pizza cresciuta quel trionfo di sapori e profumi a cui facevamo riferimento prima.

Ma dove è possibile acquistare la pizza cresciuta? Fino a non molto tempo fa, il dolce pasquale romano per eccellenza era preparato soltanto all’interno delle case, dalle mamme e dalle nonne che realizzavano la specialità seguendo dettagliatamente la ricetta che era loro stata tramandata. Al giorno d’oggi la pizza cresciuta è facilmente reperibile in tutti i migliori forni tradizionali e anche nelle rinomate pasticcerie di Roma e di tutto il Lazio: nella settimana di Pasqua trovare una pizza cresciuta a Roma e dintorni è piuttosto semplice. Se siete a Roma in periodo pasquale e soggiornate presso San Pietro b&b allora dirigetevi verso il Panificio Bonci, una vera istituzione del quartiere Prati eVittoria , molto vicino anche a Città del Vaticano.

Pizza cresciuta, ogni famiglia ha la sua ricetta

Venendo ai dettagli della ricetta, e ricordando che ogni casa prepara la pizza cresciuta seguendo la propria ricetta di famiglia, vi diciamo che questo dolce pasquale si realizza solitamente con una base di farina, zucchero, uova, burro, acqua, lievito di birra, un pizzico di sale e gli aromi, che possono variare a seconda della tradizione familiare: in genere, i più comuni sono la noce moscata, la cannella in polvere e le scorze d’arancia grattugiate. La preparazione si “estende” in un paio di giorni e vuole una lunghissima lievitazione, tanto da lasciare tutta la notte l’impasto a crescere: il giorno dopo si scioglie in acqua tiepida, si aggiunge la farina e si mescola il tutto. Dopo circa tre quarti d’ora si unisce la farina rimasta, aggiungendo anche tutti gli altri ingredienti (comprese le uova già sbattute). Quando l’impasto raggiungerà la giusta compattezza potrà essere inserito in uno stampo alto, svasato e imburrato. Il mattino seguente basterà cuocere il tutto a 190 gradi per 45 minuti, facendo un po’ raffreddare la pizza cresciuta a forno spento.

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